Terremoto Travaglio. Quando il giornalismo d’inchiesta va fuori dal coro

 

DA: http://www.agoramagazine.it/

 

   

  

 

http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article2945

 

 

 

 

 

 

 

TRAVAGLIO : «ANCHE LA TV È IN MANO ALLA CASTA»

Terremoto Travaglio. Quando il giornalismo d’inchiesta va fuori dal coro

 

Travaglio e le presunte ”amicizie particolari” dell’attuale Presidente del Senato Renato Schifani con il boss di Villabate Nino Mandalà

 

martedì 13 maggio 2008 di Francesco Bonazzi

 

Travaglio: “Schifani negli anni ‘80 è stato socio con Enrico La Loggia della società di brokeraggio assicurativo Siculabrokers assieme al futuro boss di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell’imprenditore Benny (…) > segue

 

   

  

 

Travaglio: “Schifani negli anni ‘80 è stato socio con Enrico La Loggia della società di brokeraggio assicurativo Siculabrokers assieme al futuro boss di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell’imprenditore Benny D’Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa”.

Marco Travaglio: “Secondo il pentito Francesco Campanella, negli anni ‘90 “Il piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale in funzione del centro commerciale che si voleva realizzare e attorno al quale ruotavano gli interessi di mafiosi e politici, sarebbe stato concordato da Antonino Mandalà con Enrico La Loggia (nda vice-presidente dei deputati di Fi). L’operazione avrebbe previsto l’assegnazione dell’incarico ad un loro progettista di fiducia, l’ingegner Guzzardo, e l’incarico di esperto del sindaco in materia urbanistica allo stesso Schifani, che avrebbe coordinato con il Guzzardo tutte le richieste che lo stesso Mandalà avesse voluto inserire in materia urbanistica. In cambio, La Loggia, Schifani e Guzzardo avrebbero diviso gli importi relativi alle parcelle di progettazione Prg e consulenza. Il piano regolatore di Villabate si formò sulle indicazioni che vennero costruite dagli stessi Antonino e Nicola Mandalà [il figlio di Antonino che per un paio d’anni ha curato gli spostamenti e la latitanza di Bernardo Provenzano, nda], in funzione alle indicazioni dei componenti della famiglia mafiosa e alle tangenti concordate”. Da “Se li conosci li eviti”

C’è aria di epurazioni, lo diceva Nunzia Auletta in “Tele Santoro: tra Grillo, Guzzanti e Carrà, gli esclusi della TV” chi sarà ora il prossimo?

Il video di Travaglio con Fazio http://it.youtube.com/watch?v=LmuGJ18pksg&feature=related

video travaglio

( video seconda parte)

Il testo dell’intervista di Travaglio con Fazio

Fazio: (…) Arriviamo dunque al nocciolo della questione cioè l’informazione: ci spieghi, da giornalista, quale criterio viene scelto per la priorità delle notizie che appaiono sui giornali e soprattutto sulle televisioni? Ti faccio un esempio: oggi, spero mi sia sfuggito, ma non esisteva la Birmania, c’è stata un’Apocalisse ma non c’era nulla… Ecco, qual è il criterio con cui viene fatta la lista delle notizie?

Travaglio: La tragedia è che spesso i giornali si ispirano ai titoli dei telegiornali, facendo una bestemmia perché i giornali o si oppongono alla televisione e fanno l’opposto della televisione, oppure moriranno, perché arrivano il giorno dopo a fare le stesse cose che fa la televisione la sera prima. La gerarchia le decidono i politici: intanto perché comandano sulla televisione. Adesso stanno cercando di far fuori “Anno Zero” mettendo insieme Commissione di Vigilanza, Consiglio di Amministrazione e Autority. Sono tre organismi politici che tappano la libertà di informazione. I giornalisti lo sanno di avere sopra quei tre organismi lì e si regolano di conseguenza. La notizia quando diventa tale? Quando i politici cominciano a parlare di quella notizia. L’Ansa dirama 40 esternazioni dei politici e quella diventa una notizia, il giorno dopo avrà lo spazio proporzionale alle esternazioni dei politici. Della Birmania non hanno detto niente…

Fazio: Questo è anche un impietoso giudizio nei confronti delle persone, dei giornalisti, perchè poi, come ci insegnavano alle scuole medie, i giornali li fanno i giornalisti…

Travaglio: Certo, noi abbiamo delle responsabilità gravissime, in un sistema che premia coloro che si mettono al servizio dei politici, anche nella scelta delle notizie, perché i giornalisti sbagliano magari, ma un senso di che cos’è una notizia e cosa no ce l’hanno. E’ chiaro che se il clima politico induce a un rapporto diciamo di distensione tra l’opposizione e la nuova maggioranza? Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi? Io non scrivo che Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi perché non lo vuole né la destra né la sinistra. E io che c’entro con la destra e con la sinistra? Loro prendano le posizioni politiche che vogliono, ma io devo fare il giornalista, io devo raccontarlo. L’ha raccontato Lirio Abbate nel libro che ha scritto con Gomez e viene celebrato giustamente come un giornalista eroico minacciato dalla mafia. Allora: o hanno il coraggio di dire che Lirio Abbate è un mascalzone e un mentitore, oppure hanno il coraggio di prendere nota di quello che scrive della seconda carica dello Stato e chiedere semplicemente alla seconda carica dello stato di spiegare quei rapporti con quei signori che sono poi stati condannati per mafia. Invece noi, purtroppo, andiamo a rimorchio del clima politico: se ci fosse scontro, qualcuno dice vabbè, alla sinistra fa comodo, lo scrivo. Oggi che nemmeno la sinistra vuol sentire parlare di queste cose, non ne parla più nessuno, è un dramma…

Fazio: Sai qual è la certezza con te? E’ la certezza che si rispetta sempre la “par condicio”, cioè che non c’è mai qualcuno che esce bene e questo ci aiuta, perché siamo in tempi ancora di “par condicio” , perché noi fino alla stagione prossima non possiamo avere uomini politici anche per replicare a te, quindi rimandiamo l’appuntamento, a cominciare dalla seconda carica dello stato, all’autunno prossimo. Tifi ancora Juventus?

Travaglio: E beh, ho smesso per 15 anni quando c’era Moggi. Siamo riusciti a liberarcene, quindi ho ricominciato felicemente a tifare per la Juventus

Fazio: Come sei noioso… (al pubblico) Marco Travaglio!

Da “Che tempo che fa” Raitre 10 maggio 2008:

Una rassegna stampa travagliata ed altro

 

 

 

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